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Dove lo butto? 10 errori comuni nella raccolta differenziata in casa a Milano

A Milano, non tutto ciò che sembra carta va nella carta e non tutto ciò che è fatto di vetro va nel vetro. Scontrini, carta da forno, bicchieri rotti e capsule del caffè non compostabili finiscono generalmente nell’indifferenziato; lampadine, pile e piccoli elettrodomestici devono invece essere portati negli appositi punti di raccolta.

La regola più sicura è controllare il materiale, svuotare gli imballaggi e consultare le indicazioni AMSA quando un oggetto è composto da più elementi.

Carta e cartone: tre errori molto più comuni di quanto si pensi

Dove si buttano gli scontrini?

Gli scontrini non devono essere gettati nella carta. La maggior parte è stampata su carta termica, trattata con sostanze che la rendono incompatibile con il normale processo di riciclo.

Gli scontrini tradizionali in carta termica devono essere conferiti nell’indifferenziato. Fanno eccezione gli eventuali scontrini di nuova generazione che riportano sul retro una specifica indicazione di riciclabilità nella carta. A Milano è comunque opportuno seguire le istruzioni presenti sullo scontrino e le indicazioni aggiornate di AMSA.

Errore comune: gettare automaticamente nella carta qualsiasi foglio sottile.

Il cartone della pizza va nella carta?

Dipende da come si presenta.

  • Unto, ma senza residui di cibo: può essere conferito nella carta.
  • Con mozzarella, croste o altri residui alimentari: deve essere gettato nell’indifferenziato.
  • Pulito: va naturalmente nella carta e nel cartone.

A Milano, quindi, una semplice macchia di olio non rende necessariamente il cartone non riciclabile. Il problema principale è la presenza di residui alimentari ancora attaccati.

Errore comune: buttare tutti i cartoni della pizza nell’indifferenziato, anche quando sono vuoti e privi di residui.

La carta da forno va nella carta?

No. La carta da forno tradizionale è trattata per resistere al calore e ai grassi e non deve essere inserita nel contenitore della carta.

A Milano va generalmente nell’indifferenziato. L’unica possibile eccezione riguarda i prodotti che riportano chiaramente una certificazione di compostabilità e l’indicazione di conferimento nell’organico: in quel caso è necessario seguire quanto riportato sulla confezione.

Errore comune: considerarla riciclabile soltanto perché contiene la parola “carta”.

Vetro, plastica e contenitori: il materiale non basta

Un bicchiere rotto va nel vetro?

No. Nel cassonetto verde del vetro devono essere conferiti principalmente bottiglie e vasetti, non tutti gli oggetti realizzati con materiali apparentemente simili.

Bicchieri, caraffe, piatti, tazze, ceramiche, specchi e vetroceramica non devono essere inseriti nel vetro perché hanno caratteristiche e temperature di fusione differenti. Un bicchiere rotto va quindi nell’indifferenziato, avvolto o protetto in modo da evitare tagli durante la movimentazione.

Errore comune: pensare che “se è trasparente, allora è vetro riciclabile”.

Dove si buttano le vaschette sporche?

Le vaschette in plastica, polistirolo o metallo sono normalmente imballaggi e possono essere conferite nel sacco giallo trasparente, purché siano state svuotate.

Non è necessario trasformare la raccolta differenziata in un lavaggio professionale: occorre però eliminare gli avanzi e i residui di cibo più consistenti. Una vaschetta ancora piena o fortemente contaminata può compromettere la qualità della raccolta.

Prima di buttarla:

  1. Rimuovere il cibo rimasto.
  2. Separare eventuali parti facilmente divisibili.
  3. Controllare l’etichetta ambientale.
  4. Conferire ogni componente secondo il materiale.

Errore comune: buttare nell’indifferenziato qualsiasi confezione che non sia perfettamente lavata.

Dove si buttano i contenitori dei cosmetici finiti?

Il contenitore deve essere completamente svuotato e conferito in base al materiale:

  • Flaconi e tubetti in plastica: sacco giallo trasparente.
  • Vasetti e bottiglie in vetro: cassonetto verde.
  • Scatole esterne in cartoncino: carta e cartone.
  • Tappi o componenti separabili: nel contenitore corrispondente al loro materiale.

Per confezioni con pompe, specchietti, magneti o più materiali non separabili è opportuno leggere l’etichetta ambientale. Le indicazioni sulla raccolta riportate sugli imballaggi aiutano a identificare la destinazione corretta, fermo restando che le modalità possono variare da Comune a Comune.

Attenzione: prodotti ancora pieni, smalti, solventi o contenitori con simboli di pericolo possono richiedere modalità differenti. In caso di dubbio è preferibile verificare il singolo prodotto attraverso il servizio AMSA.

Capsule del caffè: compostabile non significa semplicemente “biodegradabile”

Le capsule del caffè vanno nell’organico?

Soltanto quando sono certificate come compostabili e riportano chiaramente l’indicazione per il conferimento nell’organico.

Le capsule non compostabili, secondo la guida AMSA, devono essere gettate nell’indifferenziato, salvo l’esistenza di programmi specifici di raccolta indicati dal produttore.

La distinzione corretta è quindi:

  • Capsula certificata compostabile: organico.
  • Capsula tradizionale non compostabile: indifferenziato.
  • Capsula raccolta attraverso un circuito dedicato: seguire le istruzioni del produttore.

Errore comune: mettere nell’organico una capsula solo perché sulla confezione compare un generico richiamo alla sostenibilità.

Lampadine, pile e piccoli elettrodomestici: mai nei normali sacchi domestici

Dove si buttano le lampadine?

Le lampadine non devono essere gettate né nel vetro né nell’indifferenziato.

A Milano possono essere consegnate presso:

  • Ecoisole dedicate ai piccoli rifiuti elettrici ed elettronici;
  • CAM – Centro Ambientale Mobile;
  • Riciclerie AMSA.

Le Ecoisole accettano lampadine e piccoli dispositivi elettrici; per utilizzarle può essere necessaria la Carta Regionale dei Servizi.

Errore comune: gettare la lampadina nel vetro perché il bulbo è trasparente.

Dove si buttano le pile scariche?

Le pile esauste devono essere depositate nei contenitori dedicati, presenti presso la maggior parte dei rivenditori e dei principali supermercati. Possono inoltre essere portate nelle riciclerie che accettano pile e accumulatori portatili.

Non devono essere inserite nell’indifferenziato e non devono rimanere all’interno di un apparecchio elettronico se sono facilmente rimovibili.

Errore comune: lasciare le pile nel telecomando, nel giocattolo o nel piccolo elettrodomestico prima di conferirlo.

Dove si buttano i piccoli elettrodomestici?

Phon, tostapane, caricabatterie, telefoni, rasoi elettrici, frullatori, tastiere e altri dispositivi di piccole dimensioni sono RAEE, ossia rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche.

A Milano possono essere portati presso Ecoisole, CAM o Riciclerie. Prima del conferimento è necessario rimuovere le batterie estraibili; gli apparecchi con batteria non rimovibile devono essere inseriti nel contenitore RAEE appropriato.

Errore comune: considerare un dispositivo abbastanza piccolo da poter essere gettato nel sacco domestico.

Come funziona la raccolta differenziata a Milano?

A Milano la raccolta ordinaria avviene prevalentemente porta a porta. Carta, vetro, organico, plastica e metallo e rifiuti indifferenziati devono essere separati utilizzando i contenitori e i sacchi previsti.

I giorni di ritiro cambiano in base alla via e al numero civico. La mappa dei servizi di zona e l’app PULIamo permettono di verificare il calendario del proprio stabile e di individuare Ecoisole, CAM e Riciclerie vicini.

Le modalità di conferimento non sono necessariamente identiche in tutta Italia. Chi vive fuori Milano deve sempre controllare le disposizioni del proprio Comune o del gestore locale.

Esempio pratico: riordinare la cucina dopo una cena

Immaginiamo una situazione domestica ordinaria. Dopo una cena rimangono:

  • 1 cartone della pizza unto ma senza mozzarella: carta e cartone.
  • 2 scontrini della spesa: indifferenziato.
  • 4 capsule non compostabili: indifferenziato.
  • 1 vaschetta in alluminio vuota, con pochi residui rimossi: sacco giallo.
  • 1 bicchiere rotto: indifferenziato, adeguatamente protetto.
  • 1 lampadina esaurita: da conservare temporaneamente e portare a un’Ecoisola, al CAM o in Ricicleria.
  • 2 pile scariche: contenitore dedicato presso un rivenditore o supermercato.
  • 1 flacone di shampoo vuoto: sacco giallo.

L’errore più frequente sarebbe affidarsi soltanto all’aspetto dell’oggetto. La scelta corretta dipende invece dalla sua funzione, dal materiale, dalla presenza di residui e dalle indicazioni riportate sull’imballaggio.

Domande correlate

Devo lavare tutti i contenitori prima di buttarli?

Non è necessario utilizzare grandi quantità di acqua o detergenti. I contenitori devono però essere vuoti e privi dei principali residui di cibo o prodotto, così da evitare cattivi odori e facilitare il processo di selezione e riciclo.

Come capisco se una confezione è compostabile?

È necessario cercare sulla confezione una certificazione di compostabilità e una chiara indicazione di conferimento nell’organico. Espressioni generiche come “naturale”, “ecologico” o “biodegradabile” non sono sufficienti per stabilire dove buttare il prodotto.

Cosa faccio quando un imballaggio è composto da più materiali?

Quando possibile, occorre separare manualmente le diverse componenti, come il tappo dal barattolo o la vaschetta dal rivestimento esterno. Se le parti non sono separabili, bisogna seguire l’etichetta ambientale o verificare l’oggetto nel motore di ricerca ufficiale del gestore locale.

Una casa più ordinata parte anche dalle piccole abitudini

Organizzare correttamente i contenitori della raccolta differenziata rende gli ambienti più funzionali, riduce gli errori e semplifica la gestione quotidiana della casa.

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